Violenza sulle donne: il momento per sciogliere quel nodo alla gola

volantino_conferenza_latina_530x400<Una donna non si tocca neanche con un fiore>. I detti spesso (e purtroppo) rimangono tali… Quale è quella leva, quel grilletto, quella delirante arroganza che permette a qualcuno di sentirsi tanto superiore da umiliare qualcun altro? Alcol, insanità mentale e boria giustificano giusto una faccia di bronzo, mai una violenza.Tralasciando la commercialità e il business nascosto dietro questa nuova grande campagna “anti/violenza-sulle-donne/femminicidio”, che come tante altre ci bombarda per un periodo di tempo troppo ristretto e superficiale, è importante puntualizzare che questa scandalosa realtà è una croce per il mondo da quando Eva mangiò la mela.

Violenza: dal verbo violare. Ledere diritti altrui. Altri 5 significati sono all’ombra di questo grattacielo di parole. Ledere diritti altrui. Non si tratta solo di lasciare un graffio o un livido, ma di lasciare una cicatrice sull’anima. E se è vero che la medicina sta avanti e si può tornare ad essere – o sembrare- illesi, è vero anche che non esiste una cura per l’essenza dell’uomo. Il tempo e tutte le cazzate tanto amate dai finti filosofi, non guariscono proprio nulla. La violenza è sbagliata sempre! Donne, uomini, bambini, animali: nessuno merita una mortificazione simile. Alla fine chi se ne frega dei principi morali, tutti li tradiscono! La cosa che conta è che qualcuno ci rimarrà senza corazza. La cosa davvero sciocca e sminuente è che non si tratta solo di mostrarsi senza ritegno, ma senza cervello e razionalità; senza la morale che distingue l’uomo dall’animale. E’ come andare in piazza e sventolare una bella bandiera con su scritto: “Sono un cretino e me ne vanto!”.  D’altronde necessità fa virtù e, se si è così ignoranti da non riuscire ad esporre i propri pensieri, non restano che le mani.

L’omertà, l’ipocrisia e il silenzio poi nutrono questo mostro di fumo; imponente muro che in poco svanisce ma, che dopo averlo respirato troppo a lungo, lascia l’amaro in bocca. E proprio come dopo un  incendio, ti ritrovi i vestiti, gli occhi, l’anima pregni di fumo. Allora inizi a pensare che, forse, hai sbagliato tu a non esser rimasto lontano da quel mozzicone ancora acceso. Non vedi altro che il tuo dolore e il senso di colpa , mischiati alla foschia. E questo è il punto; la chiave del perché le vittime decidono di rimanere vittime. Quel “dai, era stanco”, quel “è stressato” e quel senso di inferiorità distruggono la psiche e logorano la dignità.

Per non parlare di quella psicologica, di violenza, che forse è più presente ed esasperante. Costanti e monotone offese che pian piano ti convincono. Come l’eccesso di profumo che all’inizio stomaca, ma che poi diventa parte dei tuoi polmoni. L’aria che respiri è avvelenata, e non fai altro che continuare a respirarla perché non ne conosci di migliore.

Ma non finisce qui. La donna reagisce, e poi? Con quale faccia la società ti invita a denunciare e andartene, se poi non ti offre sicurezza? Dove vai quando persino la tua famiglia ti considera esagerata e incosciente? Dove lo trovi un luogo in cui tornare se sei stata tradita? C’è una sottile e macabra ironia dietro a questo scempio.

No, no.. no! E’ assurdo! E’ spregevole far finta di nulla e pensare che tanto quella donna non sei tu, tua moglie, tua figlia… E’ uno schifo, sveglia <Svegliatevi italiani brava gente, qua la truffa è grossa e congegnata!>

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